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Il potere del libro illustrato

Aggiornamento: 28 lug 2022


Molti di voi ci stanno scrivendo in privato chiedendo consigli sulla scelta dei libri per i propri figli o per i propri alunni. Grazie per il vostro interesse e la vostra fiducia.


Con questo articolo vorremmo dare un’idea di quello che per noi significa usare i picture books per stimolare l’acquisizione della lingua in un contesto multilinguistico.

Ho scelto questo genere di libro perché rispondeva alle mie necessità di madre e di insegnante di lingua inglese nella scuola primaria, ma soprattutto perché mi affascina sia da un punto di vista artistico sia linguistico.





I picture books offrono un’ottima esposizione alla lingua originale senza semplificazioni. L’interazione fra l’immagine e il testo rendono il libro fruibile in modi diversi. Le immagini aiutano la comprensione, ma spesso vanno oltre raccontando una storia parallela e aggiungendo significati e particolari, volutamente non menzionati nel testo, come descritto nel mio articolo dedicato ad Anthony Browne.

Per questo motivo non possiamo fermarci al titolo e alla copertina. Se lo scegliamo per trasmetterlo ai nostri bambini dobbiamo conoscerlo profondamente, quasi a memoria e ci deve piacere.


Cos’è un picture book

Martin Salisbury, illustratore, autore e professore presso la Cambridge School of Art, Anglia Ruskin University, nell’ introduzione a Children’s Picturebooks - The art of visual storytelling- (second edition Laurence King publishing 2019) definisce i picture books una forma multimodale di comunicazione. Secondo lui un picturebook di successo è molto di più di una semplice rappresentazione artistica.


L’era del picturebook inizia a partire dalla metà del IXX secolo con R. Caldecott e K.Greenaway , Esso viene concepito come opera d’arte sia da un punto di vista dell’immagine sia dal punto di vista letterario.

Julia Donaldson, autrice del Gruffalo, sostie