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Anthony Browne

Aggiornamento: 28 lug 2022

In una classe quarta (year 4) di una scuola primaria in Inghilterra, la mia collega decise di utilizzare il libro Gorilla di Anthony Browne per guidare i suoi alunni alla produzione di un testo fantastico.

L’attività era stata programmata in maniera accurata e resa accattivante da una serie di trucchi narrativi compreso l’uso di “realia” (oggetti reali) , come il cappello e il cappotto, per rappresentare i personaggi.






Gli alunni erano entusiasti e partecipavano attivamente alla narrazione immergendosi completamente nella storia. I ragazzi individuavano, di volta in volta, nuovi particolari nelle illustrazioni e questo li aiutava a formulare ipotesi relative al carattere dei personaggi, al tipo di relazione fra loro e al ruolo che coprivano all’interno della storia.


Il libro si presta moltissimo a questo tipo di lavoro soprattutto per le illustrazioni dettagliate e ricche di particolari. Proprio come ci fa intendere Anthony Browne in questo video dove l’autore dialoga con bambini di una scuola primaria.


Quando un bambino chiede allo scrittore qual è il suo libro preferito egli sceglie proprio Gorilla e ci spiega il motivo: ".. con Gorilla ho realmente capito lo scopo che i picture books hanno per me.” Secondo l’autore la relazione fra illustrazione e testo è la chiave del picture book: "Non vogliamo che il testo descriva quello che l’illustrazione sta già mostrando e neanche che la figura mostri quello che il testo ci sta dicendo. E’ un equilibrio interessante. C’è un gap fra il testo e la figura che è riempito dall’immaginazione del lettore.

In queste due pagine, tratte da