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Cos’è il bilinguismo ricettivo e come incoraggiare il bambino a parlare la lingua minoritaria.

Aggiornamento: 21 mar 2023


Tratto da un’intervista con la proff.ssa Janice Nakamura dell’università di Kanagawa, Giappone.

Clicca sull'immagine per ascoltare la versione integrale dell'intervista in lingua inglese.








Il bilinguismo ricettivo è un fenomeno molto comune. Secondo alcuni studi 1 bambino su 4 rientra in questa categoria. I bilingui ricettivi comprendono più di una lingua, ma ne utilizzano solo una per comunicare.


Nei primi tre anni di vita del bambino lo sviluppo linguistico di più idiomi è imprevedibile, solitamente una delle due lingue si sviluppa più lentamente e l’altra prende piede solo in seguito.

Si può parlare di bilinguismo ricettivo quando un bambino, oltre la soglia dei tre anni, tende ad usare la lingua principale più spontaneamente e in modo più complesso, ad esempio per esprimere emozioni e opinioni, mentre quella secondaria si riduce a ripetizioni di frasi fatte e viene usata per reagire con brevi frasi a ciò che i genitori dicono.


I fattori che possono portare a diventare bilingui ricettivi sono principalmente due.

1. L’esposizione alla lingua. Se il bambino è esposto alla lingua per abbastanza tempo, maggiori sono le possibilità che la lingua venga utilizzata per comunicare spontaneamente.

2. L’opportunità per il bambino di usare la lingua. Se il bambino sente il bisogno e la necessità di usare la lingua allora è più facile che la scelga per comunicare.

Vi sono situazioni in cui i genitori parlano nella loro lingua al bambino, ma accettano la sua risposta nella lingua principale. In questo caso il rischio è di mandare un messaggio inconscio al bambino in cui ognuno parla la propria lingua e ci si capisce ugualmente.


Vi sono alcune strategie comunicative che possiamo adottare per incoraggiare l’uso della lingua minoritaria. L’obiettivo è quello di creare il bisogno e contemporaneamente dare l’opportunità di comunicare usando quell’idioma specifico.


La prima strategia è denominata Minimal Grasp Strategy (strategia della comprensione limitata).

Se durante una conversazione il bambino interagisce usando la lingua principale agli input dati dal genitore in lingua secondaria, si può reagire facendo finta di non capire.

Il genitore fa una pausa e chiede con gentilezza:

"Come? Non ho capito, puoi ripetere per favore?”

Anche se è una strategia un po’ criticata in molti casi si è rivelata efficace.


Un altro metodo altrettanto efficace è ripetere nella lingua target quello che il bambino ha appena detto come se chiedessimo conferma del significato. In questo caso il bambino è stimolato a ripetere la parola in lingua target per confermare l’ipotesi dell’adulto. Questa strategia viene comunemente chiamata Expressed Guessed Strategy (strategia dell’ipotesi espressa).


Una terza strategia altrettanto efficace è l’Adult Repetition Strategy, dove il genitore semplicemente ripete, usando la lingua secondaria, quello che il bambino ha appena espresso in lingua principale.


Nei sui studi la professoressa Nakamura ha notato che, se il bambino continuava a non usare la lingua target nonostante l’uso delle strategie, nella maggior parte dei casi i genitori non erano costanti nell’uso delle strategie e non davano il tempo al bambino per attuare lo switch e rispondere. Affinché questi metodi siano efficaci bisogna dare tempo al bambino per rispondere senza avere fretta.


Si possono usare tutte e tre le strategie combinandole a seconda dell’efficacia sempre facendo attenzione che il bambino comprenda chiaramente l’intenzione del genitore, soprattutto nei più piccoli. A volte il bambino, anziché ripetere la parola, asserisce perché la intende come una domanda e non come stimolo a ripetere.


Si può diventare bilingui ricettivi in ogni momento della propria vita, anche da adulti.

Dipende da molti fattori, può avvenire soprattutto nei momenti di passaggio fra gli ordini di scuola e anche nell’ambiente lavorativo.

Quando il bambino comincia a frequentare la scuola in lingua prioritaria tende a comunicare meno usando la lingua secondaria una volta rientrato a casa.

Qui bisogna essere attenti e vigili aiutando il bambino a cambiare lingua gradualmente nel momento di passaggio fra l’ambiente esterno e quello famigliare.

Un viaggio nella terra d’origine per rivedere i parenti è un’ottima soluzione per stimolare l’uso della seconda lingua. Se il bambino utilizza con successo la seconda lingua dobbiamo ricordarci di mantenere le nuove abitudini al ritorno a casa.

In generale sembra che i secondogeniti siano più in pericolo di diventare bilingui ricettivi; se il primogenito è in età scolare tende a comunicare con il fratello nella lingua forte rafforzandone l'uso anche nell'ambiente famigliare. Una strategia efficace può essere responsabilizzare il bambino più grande e renderlo partecipe nella trasmissione della lingua target.


Ogni bambino ha bisogno di capire le motivazioni che spingono i genitori a mantenere viva più di una lingua e non è mai troppo presto per spiegarglielo e renderlo persona attiva nel processo. Costanza, pazienza e coinvolgimento attivo sono essenziali per mantenere vivo lo sviluppo bilingue dei bambini, un processo che non ha mai fine ed è in continuo sviluppo.



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