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Cos’è il bilinguismo ricettivo e come incoraggiare il bambino a parlare la lingua minoritaria.

Aggiornamento: 28 lug 2022


Tratto da un’intervista con la proff.ssa Janice Nakamura dell’università di Kanagawa, Giappone.

Clicca sull'immagine per ascoltare la versione integrale dell'intervista in lingua inglese.








Il bilinguismo ricettivo è un fenomeno molto comune. Secondo alcuni studi 1 bambino su 4 rientra in questa categoria. I bilingui ricettivi comprendono più di una lingua, ma ne utilizzano solo una per comunicare.


Nei primi tre anni di vita del bambino lo sviluppo linguistico di più idiomi è imprevedibile, solitamente una delle due lingue si sviluppa più lentamente e l’altra prende piede solo in seguito.

Si può parlare di bilinguismo ricettivo quando un bambino, oltre la soglia dei tre anni, tende ad usare la lingua principale più spontaneamente e in modo più complesso, ad esempio per esprimere emozioni e opinioni, mentre quella secondaria si riduce a ripetizioni di frasi fatte e viene usata per reagire con brevi frasi a ciò che i genitori dicono.


I fattori che possono portare a diventare bilingui ricettivi sono principalmente due.

1. L’esposizione alla lingua. Se il bambino è esposto alla lingua per abbastanza tempo, maggiori sono le possibilità che la lingua venga utilizzata per comunicare spontaneamente.

2. L’opportunità per il bambino di usare la lingua. Se il bambino sente il bisogno e la necessità di usare la lingua allora è più facile che la scelga per comunicare.

Vi sono situazioni in cui i genitori parlano nella loro lingua al bambino, ma accettano la sua risposta nella lingua principale. In questo caso il rischio è di mandare un messaggio inconscio al bambino in cui ognuno parla la propria lingua e ci si capisce ugualmente.